Parrocchia di Terme Vigliatore

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Parrocchia Santa Maria delle Grazie di Terme Vigliatore

Auguri di Buona Pasqua

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Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una veste bianca, ed ebbero paura.
Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E' risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto.

cristo è risorto

 
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Settimana Santa



Giovedì Santo: ore 19 Messa in Coena Domini, verranno omessi i sepolcri e la lavanda dei piedi

Venerdì Santo:
Ore 15.30: Commemorazione della crocifissione e morte di Gesù e Adorazione della Croce
Ore 19: Via Crucis

Sabato Santo: ore 21 veglia pasquale

Domenica di Pasqua: orario celebrazioni come la domenica 10, 11.30, 17.30, 19

Per disposizioni governative e per rispettare le norme di sicurezza i posti in chiesa saranno limitati, dunque si prega di partecipare la propria presenza per tempo.

Sicuri della vostra collaborazione, la Parrocchia vi auguro una santa Settimana Santa!
Gesù di Nazareth
 
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Orario  delle SS. Messe

orarimesse


FESTIVI

ore 10.00 S. Maria delle Grazie

ore 11.30 S. Maria delle Grazie

ore 17.30 Chiesa dei Benedettini


ore 19.00 S. Maria delle Grazie



FERIALI

ore 17.30 S. Maria delle Grazie


SABATO

ore 09.30 Cappella SS.Crocifisso (cimitero)

ore 17.30 Chiesa dei Benedettini


 
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Lectio Divina 

Tratto dal sito  dell'Ordine dei Carmelitani

dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno. (Sal 70)

Domenica delle Palme e della Passione del Signore
La morte di Gesù:
quando l'amore arriva agli estremi
Luca 22,14 - 23,56
Orazione iniziale
Spirito santo, effuso sul mondo dal divino Morente, guidaci a contemplare e comprendere la via dolorosa del nostro Salvatore e l'amore con cui Egli l'ha percorsa. Donaci occhi e cuore di veri credenti, perché si sveli a noi il mistero glorioso della sua croce. "Grazie alla croce non andiamo più errando nel deserto, perché conosciamo il vero cammino; non restiamo più fuori dalla casa di Dio, nostro re, perché ne abbiamo trovato la porta; non temiamo più le frecce infuocate del demonio, perché abbiamo scoperto una sorgente d'acqua.
Per mezzo suo non siamo più nella solitudine, perché abbiamo ritrovato lo sposo; non abbiamo più paura del lupo, perché abbiamo ormai il buon pastore. Grazie alla croce non ci spaventa più l'iniquità dei potenti, perché sediamo alla tavola del re" (cfr Giovanni Crisostomo).
Lettura
a) Chiave di lettura:
Contesto liturgico: l'antica tradizione di proclamare il vangelo della passione e morte di Gesù Cristo nel corso delle celebrazioni della domenica precedente la Pasqua risale all'epoca in cui le celebrazioni della Settimana santa erano ridotte al minimo. Scopo di tale lettura è quello di condurre gli ascoltatori alla contemplazione del mistero di morte che prepara la resurrezione del Signore e che, quindi, è la condizione per cui il credente
è entrato nella "vita nuova" in Cristo. L'uso di effettuare la lettura di questo lungo brano evangelico a più voci serve non solo a rendere meno monotona la proclamazione per facilitare l'ascolto attento, ma anche a favorire la partecipazione emotiva degli ascoltatori, quasi trasmettendo loro la sensazione che fossero presenti e agenti in quanto viene narrato.
Le due letture che precedono il vangelo di questa domenica contribuiscono a dare una prospettiva interpretativa del testo: il Servo di Jhwh è Gesù, il Cristo, Persona divina che, mediante la morte infamante che subisce, giunge alla gloria di Dio Padre e comunica la propria vita agli uomini che lo ascoltano / accolgono.

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DOMENICA DELLE PALME

La domenica delle Palme ci introduce nella Settimana Santa; stiamo per vivere i giorni più importanti di tutto l’anno liturgico, stiamo per celebrare il mistero Pasquale che, essendo denso di significati, ha bisogno di essere celebrato in più giorni.
Nella prima lettura ci viene presentato “il Servo sofferente”, colui che per aver ascoltato la Parola di Dio, pur essendo giusto, accetta la sofferenza come progetto di Dio su di lui, la fede lo sosterrà nel momento della prova. Da sempre la Chiesa ha interpretato questa figura come un’anticipazione profetica della vicenda di Gesù, il servo del Padre che obbedisce amorevolmente e servendo nella sofferenza redime e compie il disegno del Padre. È Gesù che rivolge parole di conforto a noi e a questo mondo sfiduciato. È Gesù che soffre ma non dispera, patisce ma non abbandona, prosegue senza fermarsi, anche se percorre la via dolorosa. Gesù ci insegna a non tirarci indietro nella prova. Essere discepoli significa ascoltare la parola che salva ma che espone. Essere discepoli significa essere disponibili alla parola, accoglierla ma saperla anche “portare”, essere disposti ad esporsi per essa e a vivere il rifiuto. L’accettazione della sofferenza e la fede in Dio ci aiutano a prepararci al grande Triduo pasquale.
Nella seconda lettura possiamo scorgere il movimento dell’umiliazione-esaltazione. Il Verbo si fa carne, si abbassa, assume la nostra natura umana, è in tutto simile a noi eccetto il peccato, annuncia il Regno, sposta il baricentro del mondo, fermo ai ricchi e ai potenti. Gesù fa dei poveri e dei peccatori il baricentro del suo annuncio e delle sue opere. Obbedisce amorevolmente al Padre e compie il suo volere. “Umiliandosi”, spogliando se stesso, viene esaltato dal Padre che gli dona un nome che è sopra ogni altro nome. Il nome indica autorità, potere; la solidarietà di Gesù con tutti lo fa diventare punto di riferimento universale per tutti, unica via per la salvezza.

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Letture consigliate

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Letture consigliate

Celebrazioni domestiche nel tempo di Pasqua

Sussidio di preghiere per San Giuseppe

 
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Santa Teresa d’Avila

Santa Teresa d'Avila Nata nel 1515, fu donna di eccezionali talenti di mente e di cuore. Fuggita da casa, entrò a vent’anni nel Carmelo di Avila, in Spagna. Faticò prima di arrivare a quella che lei chiama la sua «conversione», a 39 anni. L’incontro con alcuni direttori spirituali la lanciò a grandi passi verso la perfezione. Nel Carmelo concepì e attuò la riforma che prese il suo nome. Unì alla più alta contemplazione un’intensa attività come riformatrice dell’Ordine carmelitano. Dopo il monastero di San Giuseppe in Avila, con l’autorizzazione del generale dell’Ordine si dedicò ad altre fondazioni ed estese la riforma anche al ramo maschile. Fedele alla Chiesa, nello spirito del Concilio di Trento, contribuì al rinnovamento dell’intera comunità ecclesiale. Morì a Alba de Tormes (Salamanca) nel 1582. Beatificata nel 1614, venne canonizzata nel 1622. Paolo VI, nel 1970, la proclamò Dottore della Chiesa

Santa Teresa d’Avila e il Castello Interiore Nel Libro Teresa descrive il percorso verso la preghiera, percorso fatto di fatiche ma anche segnato dalla gioia e dalla consolazione ,la strada del cammino per entrare al centro di noi stessi. L’anima comincia il suo percorso e passa attraverso “le sette dimore” o le sette stanze.
Nel Castello interiore Teresa delinea il celebre itinerario dell’anima nelle sue sette dimore interiori, alla ricerca dell’unione perfetta con Dio, che abita nel profondo di noi stessi. Grado per grado, spinta dall’amore e dal desiderio di verità e libertà, la coscienza si purifica, trova consolazione, giunge alla pace e alla gioia perfetta.

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