Parrocchia di Terme Vigliatore

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Parrocchia Santa Maria delle Grazie di Terme Vigliatore
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Domenica delle Palme

Domenica delle Palme


Passione del Signore, in cui il Signore nostro Gesù Cristo, secondo la profezia di Zaccaria, seduto su di un puledro d’asina, entrò a Gerusalemme, mentre la folla gli veniva incontro con rami di palma nelle mani.

 

Celebrazioni

Ore 10.00 Ingresso del Parco dei Benedettini

Benedizione delle Palme

Processione verso il Parco dove verrà celebrata la Santa Messa

Ore 17.30 Chiesa dei Benedettini

S.Messa

Ore 19.00 Chiesa Santa Maria delle Grazie

S.Messa

 
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Lectio Divina 

Domenica 29 marzo 2015 - Tratto dal sito  dell'Ordine dei Carmelitani

 

La Passione e Morte di Gesù secondo Marco - Il fallimento finale come nuova chiamata
Marco 14,1 - 15,47

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura della Passione e Morte di Gesù secondo Marco

a) Chiave di lettura:

Generalmente, quando leggiamo la storia della passione e morte, guardiamo Gesù e la sofferenza che Gli fu imposta. Ma vale la pena guardare anche, per lo meno una volta, i discepoli e vedere come reagirono davanti alla croce e come la croce ebbe ripercussioni nella loro vita; poiché la croce é la pietra di paragone!
Marco scrive per le comunità dell’inizio degli anni ’70. Molte di queste comunità, sia dell’Italia che della Siria, vivevano la propria passione. Erano confrontate con la Croce, in vari modi. Erano state perseguitate all’epoca di Nerone, negli anni ’60, e molti erano morti, lacerati dalle bestie feroci. Altri avevano tradito, negato o abbandonato la loro fede in Gesù, come per esempio Pietro, Giuda ed i discepoli. Altri si chiedevano: “Sopporterò la persecuzione?” Altri erano stanchi dopo aver perseverato durante tanti sforzi, senza quasi risultati. Tra coloro che avevano abbandonato la fede, alcuni si chiedevano se fosse stato possibile ritornare alla comunità. Volevano ricominciare il cammino, ma non sapevano se il ritorno era possibile o no. Un ramo tagliato non ha radici! Tutti loro avevano bisogno delle motivazioni nuove e forti per poter riprendere il cammino. Avevano bisogno di un’esperienza rinnovata dell’amore di Dio che superasse i loro errori umani. Ma dove trovarla?
Sia per loro che per tutti noi, una risposta si trova nei capitoli dal 14 al 16 del Vangelo di Marco, che descrivono la passione, la morte e la risurrezione di Gesù. Perché nella passione di Gesù, momento della maggiore sconfitta dei discepoli, é nascosta anche la più grande speranza! Guardiamo nello specchio di questi capitoli, per vedere come i discepoli reagirono dinanzi alla Croce e come Gesù reagisce dinanzi alle infedeltà ed alle debolezze dei discepoli. Cerchiamo di scoprire come Marco incoraggia la fede delle comunità e come descrive colui che é veramente discepolo di Gesù.

b) Guardando nello specchio della Passione per sapere come essere un discepolo fedele

* Marco 14,1-9: Introduzione alla storia della passione e morte di Gesù

1Mancavano intanto due giorni alla Pasqua e agli Azzimi e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di lui con inganno, per ucciderlo. 2Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non succeda un tumulto di popolo».
3Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l’unguento sul suo capo. 4Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: «Perché tutto questo spreco di olio profumato? 5Si poteva benissimo vendere quest’olio a più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei.
6Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un’opera buona; 7i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non mi avete sempre. 8Essa ha fatto ciò ch’era in suo potere, ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura. 9In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto».

Marco 14,1-2: La cospirazione contro Gesù.
Al termine della sua attività missionaria, giungendo a Gerusalemme, Gesù é atteso dagli uomini che detengono il potere: Sacerdoti, Anziani, Scribi, Farisei, Sadducei, Erodiani, Romani. Loro hanno il controllo della situazione.... non permetteranno che Gesù, un falegname agricoltore dell’interno della Galilea, provochi disordini. La morte di Gesù era stata già decisa da loro (Mc 11,18; 12,12). Gesù era un uomo condannato. Ora si compirà ciò che lui stesso aveva annunciato ai discepoli: “Il Figlio dell’Uomo sarà consegnato ed ucciso” (cf. Mc 8,31; 9,31; 10,33). E’ questo lo sfondo della storia della passione che segue.
La storia della passione indicherà che il vero discepolo che accetta di seguire Gesù, il Messia Servo, e fare della sua vita un servizio ai fratelli, deve caricare la croce ed andare dietro Gesù. Se la storia della passione pone l’accento nella sconfitta e nel fallimento dei discepoli, non é per scoraggiare i lettori. Anzi, il contrario! E’ piuttosto per mettere in risalto che l’accoglienza e l’amore di Gesù superano la sconfitta ed il fallimento dei discepoli!

Marco 14,3-9: Una discepola fedele.
Una donna, il cui nome non viene fatto, unge Gesù con un profumo assai caro (Mc 14,3). I discepoli criticano il suo gesto. Pensano che sia uno spreco (Mc 14,4-5). Ma Gesù la difende: “Perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un’opera buona. Ha unto il mio corpo in anticipo per la sepoltura” (Mc 14,6.8). In quel tempo per chi moriva in croce non era prevista una sepoltura, né poteva essere imbalsamato. Sapendo ciò, la donna si anticipa ed unge il corpo di Gesù prima della condanna e della crocifissione. Con questo gesto, indica che accetta Gesù come Messia Servo che morirà in croce. Gesù capisce il gesto della donna e l’approva. Prima Pietro aveva respinto il Messia Crocefisso (Mc 8,32). Questa donna anonima é la discepola fedele, modello per i suoi discepoli che non avevano capito nulla. Il modello per tutti, “in tutto il mondo” (Mc 14,9).

* Marco 14,10-31: Atteggiamento dei discepoli davanti alla Croce

10Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai sommi sacerdoti, per consegnare loro Gesù. 11Quelli all’udirlo si rallegrarono e promisero di dargli denaro. Ed egli cercava l’occasione opportuna per consegnarlo.

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Via Crucis

Via Crucis

ore 16.00 Nei quartieri verso la Chiesa S.Maria delle Grazie

dove all'arrivo verra celebrata la Santa Messa

 

ore 16.00 Via Crucis Chiesa S.Maria delle Grazie

 

 

 
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Domenica delle Palme

È un tesoro inestimabile quello che la Chiesa dischiude alla nostra contemplazione nella Liturgia odierna: con la processione d’ingresso, ci siamo affiancati ai discepoli e alla folla osannante, acclamando a Cristo e osservandoLo entrare in Gerusalemme su di un puledro, umile come umile entrò in questo mondo.
Nella prima Lettura e nel Salmo, abbiamo ascoltato la “trepidazione” con la quale tutto l’Antico Testamento attende il Salvatore, protendendosi verso il Monte Calvario e avendo già davanti agli occhi la scena della Crocifissione.
Nella proclamazione della Passione, infine, siamo stati messi dinanzi alla grande Ora della nostra Salvezza, vivendo in anticipo tutto quanto si dipanerà in questa Settimana Santa, fino al silenzio del sepolcro.
Giungiamo, quindi, alla grande Ora del Signore, preparati dalle pratiche di preghiera, digiuno ed elemosina. Ascoltiamo le parole del Signore Gesù e contempliamo i Suoi gesti, traboccanti di amore e di misericordia, dopo aver sperimentato la nostra debolezza di fronte alla potenza del male, ma anche la luce della Misericordia divina, che sola ci può rinnovare e rendere saldi nella verità. Una specialissima luce ci è provenuta, poi, dal Mistero dell’Annunciazione, nel quale abbiamo celebrato i primi istanti dell’umana esistenza del Figlio di Dio, il Quale – recita la seconda Lettura – «pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò Se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini» (Fil 2,6). Al “sì” pronunciato da Maria di Nazareth, il Signore Gesù ha preso carne nel grembo immacolato di Lei, dando inizio a quell’Amore, davvero sacerdotale, che troverà compimento nel grido della Croce.
Ed è da una prospettiva privilegiata, ancora, che assistiamo ai fatti narrati dal Vangelo, poiché li contempliamo dentro il “noi” della Chiesa, che, animata dallo Spirito, sa di essere generata dal costato aperto del Signore ed è capace di scorgere quanto gli Apostoli allora non capivano: l’immenso amore con cui Cristo istituisce il Sacramento della Sua Presenza e del Suo Sacrificio, pur sapendo che sarebbe stato incompreso, tradito ed abbandonato da coloro che più amava; ci è dato di scorgere l’amore e la mitezza, con cui Cristo afferma la propria identità di Figlio di Dio ed accetta di essere insultato, schiaffeggiato, schernito, flagellato e crocifisso.
Questo punto di vista privilegiato, tuttavia, ci richiama anche ad una radicale umiltà, poiché avendo noi assistito alla viltà con cui Giuda consegna il Maestro ai capi dei sacerdoti, dopo aver condiviso con Lui tanto tempo ed avendo accompagnato Pietro nel cortile del sommo sacerdote per vederlo rinnegare Cristo tre volte, siamo stati posti di fronte alla nostra stessa fragile libertà. Fragile allo stesso modo, peccatrice allo stesso modo, infatti, la nostra libertà, seppur illuminata e fortificata, non viene, mai e in alcun modo, “sostituita” dalla grazia.

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Orario  delle SS. Messe

orarimesse


FESTIVI

ore 10.00 S. Maria delle Grazie

ore 11.30 S. Maria delle Grazie

ore 17.30 Chiesa dei Benedettini


ore 19.00 S. Maria delle Grazie

FERIALI

ore 17.30  Chiesa dei Benedettini


SABATO

ore 09.30 Cappella SS.Crocifisso (cimitero)


ore 17.30  Chiesa dei Benedettini


 

 

 

 

 

 

 

 

 
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