Parrocchia di Terme Vigliatore

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Parrocchia Santa Maria delle Grazie di Terme Vigliatore

Auguri di Buona Pasqua

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Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una veste bianca, ed ebbero paura.
Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E' risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto.

cristo è risorto

 
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Orario  delle SS. Messe

orarimesse


FESTIVI

ore 10.00 S. Maria delle Grazie

ore 11.30 S. Maria delle Grazie

ore 17.30 Chiesa dei Benedettini


ore 19.00 S. Maria delle Grazie

FERIALI

ore 17.30 Chiesa dei Benedettini


SABATO

ore 09.30 Cappella SS.Crocifisso (cimitero)


ore 17.30  Chiesa dei Benedettini


 
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Lectio Divina 

Domenica 08 aprile-  Tratto dal sito  dell'Ordine dei Carmelitani

 

La missione dei discepoli e la testimonianza dell’apostolo Tommaso
Giovanni 20,19-31

1. Orazione iniziale

O Padre, che nel giorno del Signore raduni il tuo popolo per celebrare colui che è il Primo e l’Ultimo, il Vivente che ha sconfitto la morte, donaci la forza del tuo Spirito, perché, spezzati i vincoli del male, allontanate le nostre paure e le nostre indecisioni, ti rendiamo il libero servizio della nostra obbedienza e del nostro amore, per regnare con Cristo nella gloria.

2. LECTIO

a) Chiave di lettura:

Siamo nel cosiddetto “libro della risurrezione” ove sono narrati, senza una continuità logica, diversi episodi che riguardano il Cristo risorto e i fatti che lo provano. Questi fatti sono collocati, nel IV vangelo, nella mattina (20,1-18) e nella sera del primo giorno dopo il sabato e otto giorni dopo, nello stesso luogo e giorno della settimana. Ci troviamo di fronte all’evento più importante della storia dell’umanità, un evento che ci interpella personalmente. “Se Cristo non è risorto è vana la nostra predicazione ed è vana anche la nostra fede… e voi siete ancora nei vostri peccati” (1Cor 15,14.17) dice l’apostolo Paolo che non aveva conosciuto Gesù prima della sua Risurrezione, ma che lo predicava con tutta la sua vita, pieno di zelo. Gesù è l’inviato del Padre. Egli invia anche noi. La disponibilità ad “andare” proviene dalla profondità della fede che abbiamo nel Risorto. Siamo pronti ad accettare il Suo “mandato” e a dare la vita per il suo Regno? Questo brano non riguarda solo la fede di coloro che non hanno visto (testimonianza di Tommaso), ma anche la missione affidata da Cristo alla Chiesa.

b) Una possibile divisione del testo per facilitare la lettura:

20,19-20: apparizione ai discepoli e ostensione delle ferite
20,21-23: dono dello Spirito per la missione
20,24-26: apparizione particolare per Tommaso, otto giorni dopo
20,27-29: dialogo con Tommaso
20,30-31: lo scopo del Vangelo secondo Giovanni

c) Il testo:

19 La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 20 Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21 Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». 22 Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; 23 a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».
24 Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25 Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò».
26 Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 27 Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!». 28 Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». 29 Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!».
30 Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. 31 Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

3. Un momento di silenzio

per far depositare la Parola nel nostro cuore.

4. MEDITATIO

a) Alcune domande per aiutare la meditazione:

Chi o cosa ha suscitato il mio interesse e la mia meraviglia nella lettura che ho fatto? E’ possibile che ci siano alcuni che si professano cristiani, ma non credano nella Risurrezione di Gesù? E’ così importante crederci? Cosa cambia se noi ci fermiamo solo al suo insegnamento e alla sua testimonianza di vita? Che significato ha per me il dono dello Spirito per la missione? Come continua, dopo la Risurrezione, la missione di Gesù nel mondo? Qual è il contenuto dell’annuncio missionario? Che valore ha per me la testimonianza di Tommaso? Quali sono, se ne ho, i dubbi della mia fede? Come li affronto e progredisco? So esprimere le ragioni della mia fede?

b) Commento:

La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato: i discepoli stanno vivendo un giorno straordinario. Il giorno dopo il sabato, nel momento in cui viene scritto il IV vangelo, è già per la comunità “il giorno del Signore” (Ap 1,10), Dies Domini (domenica) e ha più importanza della tradizione del sabato per i Giudei.

Mentre erano chiuse le porte: un particolare per indicare che il corpo di Gesù risorto, pur essendo riconoscibile, non è soggetto alle leggi ordinarie della vita umana.

Pace a voi: non è un augurio, ma la pace che aveva promesso quando erano afflitti per la sua dipartita (Gv 14,27; 2Tes 3,16; Rom 5,3), la pace messianica, il compimento delle promesse di Dio, la liberazione da ogni paura, la vittoria sul peccato e sulla morte, la riconciliazione con Dio, frutto della sua passione, dono gratuito di Dio. Viene ripetuto tre volte in

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IIa Domenica di Pasqua

«Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, Cristo vive in me. Questa vita nella carne io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me» (Gal 2,20). San Paolo, quando parla di Cristo che vive in Lui, si riferisce al Risorto, perché solo un “Risorto” può essere nostro contemporaneo e può vivere in noi! Dentro questo paradosso di una morte che dà la vita, di una fede che rinnova la stessa vita concreta, nella carne, si inscrive tutta la verità dell’Avvenimento di Cristo Risorto e l’esperienza della Sua Divina Misericordia. Una fede dentro la carne, perché senza la carne - cioè senza l’assunzione della condizione umanamente fragile di tutti noi - la risurrezione di Cristo, che è risurrezione della carne, sarebbe incomprensibile e la nostra speranza sarebbe vana, perché staremmo davanti ad un Dio lontano, astratto, che dice nulla e non si può né udire, né toccare né vedere.Senza una carne non potremmo toccare con mano ciò che il nostro cuore desidera.Invece - questa è la novità assoluta del cristianesimo! - una luce incancellabile è entrata dentro il limite e perfino la pesantezza della nostra “carne quotidiana”; una luce nuova è entrata dentro la carne dei nostri rapporti umani, facendoli diventare amicizia e compagnia di vita, “un cuore solo e un’anima sola”, così che la carne concreta della compagnia che è la Chiesa è, adesso, il tempio della fede, cioè il luogo dove attingere e comunicare il significato supremo della vita.
Che cosa desiderava Tommaso se non rincontrare Cristo, con quella stessa carne con cui lo aveva visto mangiare e bere, parlare alle folle e compiere miracoli davanti a tutti? Che cosa desiderava se non sperimentare nuovamente la tenerezza infinita con cui Cristo aveva amato la sua vita fino ad offrirsi per lui?Perciò prorompe: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi... e non metto la mia mano nel suo costato non crederò». Non si accontentava San Tommaso di astrazioni e di formule di fede, sia pure ortodosse, sulla divinità di Cristo!
Il suo desiderio era giusto. Voleva toccare ancora quell’umanità che era stata tutto per lui. Solo che ormai la carne di Cristo da toccare, da vedere, da udire, erano proprio quei volti che gli stavano attorno, toccati e trasfigurati da un miracolo impossibile di letizia, i quali gli avevano detto: «Abbiamo visto il Signore!».
Solo per questo è stato rimproverato: «Beati quelli che pur non avendo visto crederanno». Beati quelli che troveranno la felicità del loro cuore guardando la carne di quei volti in cui oggi si identifica il mio Mistero, la mia Presenza.
La risurrezione è “una carne di volti” e “una carne di circostanze” dentro cui vive la fede e dice: «Abbiamo visto il Signore!”. Cristo viene a noi non solo con l’acqua, segno supremo di quella potenza di divinità che è lo Spirito; viene anche, e insieme, con il sangue, con una carne viva che si dà all’umano.Questo è il compito, questo è lo slancio di testimonianza che sorge quando colui che mi ha amato e ha dato se stesso per me mi fa toccare le ferite ancora sanguinanti della sua carne, dentro la carne di una compagnia che mi ama.
Portare agli uomini “la verità della vita” deve essere anche un portare “le ferite della loro vita”. Non si può rispondere all’ansia di vita, immaginandola senza ferite, o dimenticandone gli squarci e le devastazioni.
E’ vero solo un abbraccio che, assumendo in sé le ferite della tua vita, le fa toccare, le fa sperimentare come uno squarcio aperto su una salvezza possibile, reale e positività, così che sia possibile dire: «mio Signore, e mio Dio».
Ciascuno è chiamato ad abbracciare se stesso così: le mie ferite non sono più mie, sono la soglia di un Mistero di misericordia, di Divina Misericordia!Una carne che, portando in sé le ferite del proprio male e di quello del mondo, possa far esclamare: “in te c’è una possibilità per me!” Questo è il comunicarsi

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Adorazione Eucaristica

 

SS. Sacramento

Tutti i Giovedì

Chiesa Santa Maria delle Grazie

ore 16.00 - 19.00

Adorazione Eucaristica

Un momento privilegiato per riscoprire il valore della preghiera

e per vivere istanti di comunione davanti a Gesù Eucarestia

S.Messa

Lectio Divina
 
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Santa Teresa d’Avila

Santa Teresa d'Avila Nata nel 1515, fu donna di eccezionali talenti di mente e di cuore. Fuggita da casa, entrò a vent’anni nel Carmelo di Avila, in Spagna. Faticò prima di arrivare a quella che lei chiama la sua «conversione», a 39 anni. L’incontro con alcuni direttori spirituali la lanciò a grandi passi verso la perfezione. Nel Carmelo concepì e attuò la riforma che prese il suo nome. Unì alla più alta contemplazione un’intensa attività come riformatrice dell’Ordine carmelitano. Dopo il monastero di San Giuseppe in Avila, con l’autorizzazione del generale dell’Ordine si dedicò ad altre fondazioni ed estese la riforma anche al ramo maschile. Fedele alla Chiesa, nello spirito del Concilio di Trento, contribuì al rinnovamento dell’intera comunità ecclesiale. Morì a Alba de Tormes (Salamanca) nel 1582. Beatificata nel 1614, venne canonizzata nel 1622. Paolo VI, nel 1970, la proclamò Dottore della Chiesa

Santa Teresa d’Avila e il Castello Interiore Nel Libro Teresa descrive il percorso verso la preghiera, percorso fatto di fatiche ma anche segnato dalla gioia e dalla consolazione ,la strada del cammino per entrare al centro di noi stessi. L’anima comincia il suo percorso e passa attraverso “le sette dimore” o le sette stanze.
Nel Castello interiore Teresa delinea il celebre itinerario dell’anima nelle sue sette dimore interiori, alla ricerca dell’unione perfetta con Dio, che abita nel profondo di noi stessi. Grado per grado, spinta dall’amore e dal desiderio di verità e libertà, la coscienza si purifica, trova consolazione, giunge alla pace e alla gioia perfetta.

Scarica il testo "Il Castello Interiore" Scarica le schede  Scheda 1 - Scheda 2 - Scheda 3.

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Programma Religioso Festa patronale 2017

SS Maria delle Grazie

Dall'1 al 12 Settembre
Ore 18.00 S. Rosario • Catechesi: «Leggiamo la Bibbia», Supplica a Maria Santissima delle Grazie.
Ore 19.00 Celebrazione eucaristica.
A seguire Esposizione del Santissimo.
Ore 20.30 Benedizione eucaristica.

Domenica 10 Settembre
Ore 10.00 Celebrazione eucaristica - Chiesa S. Maria delle Grazie.
Ore 16.00 Trasferimento dell'effige della Modonna per via Badia, via Amendola, Ponte Termini per l'omaggio floreale. Trasferimento dell'effige di S. Biagio attraverso Salirà. Ore 18.00 S. Rosario e celebrazione eucaristico presso l'Arena Lungomare Marchesana.
Benedizione della propria Bibbia.

Mercoledì 13 Settembre
STORICA FIERA DI TERMINI

Ore 07.30 Celebrazione eucaristico e benedizione della Fiera
09.30/11.00/19.00 Celebrazione eucaristica

Giovedì 14 Settembre
ESALTAZIONE DELLA S. CROCE

Ore 19.00 Celebrazione eucaristica.
Ostensione della reliquia della Santa Croce e benedizione del basilico.

Venerdì 15 Settembre
SOLENNITÀ DI MARIA SANTISSIMA DELLE GRAZIE,CELESTE PATRONA DI TERME VIGLIATORE

Ore 07.30/08.30/09.30/11.00 Celebrazione eucaristica
Ore 16.00 Processione con la venerata immagine della Madonna lungo il tradizionale percorso.
Ore 21.00 S. Messa - Parco dei Benedettini.

Venerdì 22 Settembre
OTTAVA DELLA FESTA PATRONALE

ore 19.00 Celebrazione eucaristica e consegnadei premi.

Sabato 23 Settembre
FESTA DI SAN PIO DA PIETRELCINA

Ore 18.30 S. Rosario e Celebrazione eucaristica Chiesa S. Maria delle Grazie.

Ultimo aggiornamento Martedì 08 Agosto 2017 10:43
 
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