Parrocchia di Terme Vigliatore

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Parrocchia Santa Maria delle Grazie di Terme Vigliatore
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Programma 2016

 
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Avviso

La Parrocchia Santa Maria delle Grazie in occasione della festa patronale che si terrà nel mese di settembre a partire dal giorno 10 al giorno 15

INVITA

tutti coloro (artigiani, commercianti, etc) che vogliano esporre e/o vendere i propri prodotti a scrivere al segunte indirizo mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

ulteriori informazioni si daranno nei prossimi giorni

 
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Orario  delle SS. Messe

orarimesse


FESTIVI

ore 10.00 S. Maria delle Grazie

ore 19.00 Chiesa dei Benedettini


ore 20.15 S. Maria delle Grazie

FERIALI

ore 19.00  Chiesa dei Benedettini


SABATO

ore 09.00 Cappella SS.Crocifisso (cimitero)


ore 19.00  Chiesa dei Benedettini


 

 

 
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Lectio Divina 

Domenica 28 agosto 2016 - Tratto dal sito  dell'Ordine dei Carmelitani

La parabola dei primi e gli ultimi posti:  chi si umilia sarà esaltato
Luca 14,1.7-14

1. Ascolto del testo

a) Preghiera iniziale

Signore, abbiamo tutti un insaziabile bisogno di ascoltarti, e lo sai, perché tu stesso ci hai creati così. «Tu solo hai parole di vita eterna» (Gv 6,68). In queste parole crediamo, di queste parole abbiamo fame e sete; per queste parole, in umiltà e amore, impegniamo tutta la nostra fedeltà. «Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta» (1 Sam 3,9). È la preghiera trepidante dell’inconsapevole Samuele; la nostra è un po’ diversa, ma è stata proprio la tua voce, la tua Parola, a cambiare la trepidazione dell’antica preghiera nell’anelito di comunione di un figlio che grida al Padre suo: Parla ché il tuo figlio ti ascolta.

b) Lettura del vangelo:

1Un sabato era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo.7Osservando poi come gli invitati sceglievano i primi posti, disse loro una parabola: 8«Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più ragguardevole di te 9e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cedigli il posto! Allora dovrai con vergogna occupare l'ultimo posto. 10Invece quando sei invitato, và a metterti all'ultimo posto, perché venendo colui che ti ha invitato ti dica: Amico, passa più avanti. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. 11Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato». 12Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio. 13Al contrario, quando dai un banchetto, invita poveri, storpi, ciechi; 14e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

c) Momenti di silenzio orante:

Per essere raggiunti dalla parola di Cristo e perché la Parola fatta carne, che è Cristo, possa abitare i nostri cuori e noi vi possiamo aderire, è necessario che ci sia ascolto e silenzio profondo.

2. La Parola s’illumina (lectio)

a) Contesto:

La parabola sulla scelta dei posti viene raccontata in giorno di sabato quando ormai Gesù è a Gerusalemme, dove si compirà il mistero pasquale, dove si celebrerà l’eucarestia della nuova alleanza, a cui segue, poi, l’incontro con il vivente e l’incarico di missione dei discepoli che prolunga quella storica di Gesù. La luce della pasqua fa vedere il cammino che il Signore fa percorrere a tutti quelli che sono chiamati a rappresentarlo come servo,diakonos, in mezzo alla comunità, raccolta attorno alla mensa. È il tema lucano della commensalità o convivialità. Le realtà più belle Gesù le ha realizzate, proclamate e insegnate a tavola in una cornice conviviale.

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XXIIa Domenica del Tempo Ordinario

La liturgia della Parola di questa XXII domenica del tempo ordinario presenta alla nostra riflessione  quali devono essere  le grandi aspirazioni del cristiano che devono orientare il vivere quotidiano di ogni fedele: la corsa all’ultimo posto e l’imbandire tavole con disinteressata generosità per gli affamati.
Sono due realtà che sicuramente cozzano con i principi mondani del vivere, ma che il cristiano, come seguace di Cristo, non può non accettare e mettere in pratica per conquistare quella meta che è il fine ultimo del suo cammino: il Regno di Dio.
Sono stati, infatti, l’umiltà e la povertà gli insegnamenti principali di Gesù nella sua vita pubblica e il brano evangelico dell’invito a pranzo da parte di un fariseo nei confronti di Gesù, fornisce a Gesù stesso l’occasione per ribadire l’importanza di queste virtù e conferire ad esse una nuova luce, una luce che deriva dal mistero di Cristo, Figlio di Dio fatto uomo che da ricco diventò umile e povero, per rendere così gli uomini ricchi della sua povertà e quindi degni della gloria di Dio.
Il Signore Gesù, nel brano lucano, non vuole suggerire delle regole di comportamento sociale, ma intende offrire piuttosto un insegnamento per la nostra partecipazione di ogni giorno al banchetto della fede e della vita cristiana, che ha il suo culmine nella celebrazione dell’Eucarestia: serve a noi il suo Corpo e il suo Sangue, la sua umanità sacrificata e risorta che, unitamente alla divinità, si nasconde nell’umile povertà delle apparenze del pane e del vino.
E partendo dall’esperienza di quel banchetto, dove la maggior parte degli invitati si dava da fare per occupare i primi posti, Gesù trae lo spunto per rivolgere un invito caloroso all’umiltà, una virtù che dà i suoi frutti anche sul piano umano.
Infatti, nelle relazioni umane è sempre preferibile, per l’invitato, occupare l’ultimo posto onde poter suscitare la simpatia del padrone di casa che si adopererà per avvicinarlo a posti a lui più vicini, mentre chi si siede al primo posto corre il pericolo di dover retrocedere ad un posto più lontano e quindi sottoporsi all’umiliazione davanti ai commensali.
Da ciò nasce l’atteggiamento della vera saggezza che è propria del cristiano, il quale, come seguace di Cristo, trova più giusto e coerente occupare l’ultimo posto, e questo non per una questione di debolezza o di timidezza, ma perché essere umili

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Adorazione Eucaristica

 

SS. Sacramento

Tutti i Giovedì

Chiesa Santa Maria delle Grazie

ore 16.00 - 19.00

Adorazione Eucaristica

Un momento privilegiato per riscoprire il valore della preghiera

e per vivere istanti di comunione davanti a Gesù Eucarestia

S.Messa

Lectio Divina
 
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Santa Teresa d’Avila

Santa Teresa d'Avila Nata nel 1515, fu donna di eccezionali talenti di mente e di cuore. Fuggita da casa, entrò a vent’anni nel Carmelo di Avila, in Spagna. Faticò prima di arrivare a quella che lei chiama la sua «conversione», a 39 anni. L’incontro con alcuni direttori spirituali la lanciò a grandi passi verso la perfezione. Nel Carmelo concepì e attuò la riforma che prese il suo nome. Unì alla più alta contemplazione un’intensa attività come riformatrice dell’Ordine carmelitano. Dopo il monastero di San Giuseppe in Avila, con l’autorizzazione del generale dell’Ordine si dedicò ad altre fondazioni ed estese la riforma anche al ramo maschile. Fedele alla Chiesa, nello spirito del Concilio di Trento, contribuì al rinnovamento dell’intera comunità ecclesiale. Morì a Alba de Tormes (Salamanca) nel 1582. Beatificata nel 1614, venne canonizzata nel 1622. Paolo VI, nel 1970, la proclamò Dottore della Chiesa

Santa Teresa d’Avila e il Castello Interiore Nel Libro Teresa descrive il percorso verso la preghiera, percorso fatto di fatiche ma anche segnato dalla gioia e dalla consolazione ,la strada del cammino per entrare al centro di noi stessi. L’anima comincia il suo percorso e passa attraverso “le sette dimore” o le sette stanze.
Nel Castello interiore Teresa delinea il celebre itinerario dell’anima nelle sue sette dimore interiori, alla ricerca dell’unione perfetta con Dio, che abita nel profondo di noi stessi. Grado per grado, spinta dall’amore e dal desiderio di verità e libertà, la coscienza si purifica, trova consolazione, giunge alla pace e alla gioia perfetta.

Scarica il testo "Il Castello Interiore" Scarica le schede  Scheda 1 - Scheda 2 - Scheda 3.

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