Parrocchia di Terme Vigliatore

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Parrocchia Santa Maria delle Grazie di Terme Vigliatore
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Peregrinatio Mariae

Programma  Peregrinatio Mariae nei quartieri cittadini dal 02 al 27 maggio 2017

ore 17.00 S. Rosario

ore 17.30 S.Messa

precede e  segue Benedizione delle Famiglie

Beata Vergine Maria
Peregrinatio Mariae 2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Coroncina del mese di Maggio

 
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Orario  delle SS. Messe

orarimesse


FESTIVI

ore 10.00 S. Maria delle Grazie

ore 11.30 S. Maria delle Grazie

ore 17.30 Chiesa dei Benedettini


ore 19.00 S. Maria delle Grazie

FERIALI

ore 17.30  Chiesa dei Benedettini


SABATO

ore 09.00 Cappella SS.Crocifisso (cimitero)


ore 17.30  Chiesa dei Benedettini


 
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Lectio Divina 

Domenica 21 maggio 2017 - Tratto dal sito  dell'Ordine dei Carmelitani

La promessa dell’invio dello Spirito
I comandamenti come via dell’amore in Cristo
Giovanni 14, 15-21

1. Orazione iniziale

O Padre, già il Cristo tuo Figlio sta pregando per noi, ma Tu concedi anche al nostro cuore di aprirsi a Te nella preghiera profonda, intensa, vera, luminosa, dentro le righe di questa tua Parola, che per noi, è vita. Mandaci il Consolatore, lo Spirito di verità, perché non soltanto dimori presso di noi, ma entri dentro di noi e sia in noi per sempre. Egli è il fuoco d’amore che ti unisce a Gesù, è il bacio che vi scambiate incessantemente; fa’ che anche noi, attraverso la tua Parola, possiamo entrare in questo amore e vivere di esso. Tocca il nostro spirito, la nostra mente e tutto il nostro essere, perché possiamo accogliere i comandamenti, nascosti in questi pochi versetti, osservarli, cioè viverli in pienezza e in verità, davanti a te e davanti ai nostri fratelli. Amen.

2. Lettura

a) Per inserire il brano nel suo contesto:

Questi versetti ci conducono nel luogo santo in cui Gesù ha celebrato l’ultima cena con i suoi discepoli: luogo della sua rivelazione, della sua gloria, del suo insegnamento e del suo amore. Qui siamo invitati anche noi a sedere a mensa con Gesù, a chinarci sul suo petto per ricevere il suo comandamento e prepararci, così, ad entrare anche noi, con Lui, nella Passione e nella risurrezione. Dopo il brano di 13, 1-30, che racconta i gesti, le parole, i sentimenti di Gesù e dei suoi durante la cena pasquale, con 13, 31 entriamo nelle parole del grande ultimo discorso di Gesù, che terminerà con la preghiera sacerdotale del cap. 17. Qui siamo, dunque, ancora agli inizi; in 14, 1-14 Gesù si era presentato, offerto quale via al Padre, mentre in questi pochi versetti introduce la promessa dell’invio dello Spirito santo, quale consolatore, quale presenza certa, ma anche la promessa della venuta del Padre e di Lui stesso nell’intimo dei discepoli che, per la fede, avranno creduto in lui e avranno custodito i suoi comandi.

b) Per aiutare nelle lettura del brano:

vv. 15-17: Gesù, innanzi tutto, mette in luce, davanti ai suoi discepoli, che l’amore per Lui, se è vero amore, porta infallibilmente all’osservanza dei suoi comandamenti. Vuole dirci, insomma, che se non c’è osservanza, significa che noi non abbiamo l’amore; essa è una conseguenza essenziale, irrinunciabile, che rivela se noi amiamo davvero o se ci illudiamo di amare. Gesù dice anche che il dono dello Spirito santo da parte del Padre è frutto di questo amore e di questa osservanza, che suscitano la preghiera di Gesù, grazie alla quale noi possiamo ricevere lo Spirito. E spiega chi esso è: il Consolatore, lo Spirito della verità, colui che il mondo non vede, non conosce, ma i discepoli sì, è colui che dimora presso di loro e che sarà dentro di loro.


vv. 18-20: Gesù promette la sua venuta, il suo ritorno, che sta per realizzarsi nella sua risurrezione; annuncia il suo sparire nella passione, nella morte, nella sepoltura, ma anche il suo riapparire ai discepoli, che lo vedranno, perché egli è la risurrezione e la vita. E rivela il suo rapporto col Padre, dentro il quale invita anche loro, anche noi; dice, infatti, che conosceremo, cioè sperimenteremo nel profondo. Consolazione più grande di questa non potrebbe essere promessa, in alcun modo, da nessuno al mondo, se non da Gesù.
v. 21: Qui il discorso di Gesù si allarga a tutti; passa dal “voi” dei discepoli al “chi” di chiunque cominci ad amarlo, a entrare in relazione con Lui e a seguirlo. Ciò che è accaduto ai discepoli, ai primi scelti, accade a chiunque crede in Lui. E qui Gesù apre per noi, per ognuno, il suo rapporto d’amore col Padre, perché rimanendo in Cristo, noi siamo conosciuti e amati anche dal Padre. Infine Gesù promette di nuovo il suo amore per chi lo ama e la rivelazione di se stesso, cioè una manifestazione ininterrotta del suo amore per noi.

c) Il testo:

15Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. 16Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, 17lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi.
18Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi. 19Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi.
21Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui.

3. Un momento di silenzio orante

Queste parole del Signore mi offrono una realtà sconvolgente, enorme, che mi supera, mi avvolge e mi riempie. Sento che solo un silenzio intimo e profondo può aiutarmi ad ascoltare meglio, a lasciarmi raggiungere fino al cuore, all’anima, da Lui e dal suo dono d’amore. Il Padre è pronto a donarsi, ad accogliermi nel suo grembo; il Figlio Gesù viene a me con un amore infinito, più forte della morte; lo Spirito, che è presso di me, accanto a me, è inviato per entrare dentro, per rimanere in me per sempre. Desidero rispondere il mio sì all’Amore, fargli spazio, fargli accoglienza piena; desidero, in questa Parola, lasciarmi portare via dall’Amore, là dove Lui vorrà… così aspetto, in silenzio. Sono certo che l’Amore verrà, non tarderà, non

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VIa Domenica di Pasqua.

Le letture di questa sesta domenica di Pasqua ci permettono di proporre alcune considerazioni sulla “vita cristiana” nella quale anche noi, in quanto discepoli del Risorto, siamo chiamati a “rimanere” (Cfr. Gv 14,16).
Il brano degli Atti degli Apostoli ci suggerisce anzitutto di “prestare attenzione alle parole” che la Chiesa ci annuncia, essendo questo il primo passo necessario per entrare a far parte del corpo mistico di Cristo: è un’azione che implica, come viene poi specificato, non solo “l’ascolto”, ma soprattutto la vista dei “segni” che rendono evidente il contenuto del messaggio cristiano (Cfr. At 8,6). Si tratta dunque di una “porta” che, varcata una volta per sempre attraverso il Battesimo, ha però bisogno di essere attraversata ogni giorno, nella “riscoperta” di cosa significhi veramente essere discepoli.
È per questo che Pietro e Giovanni decidono di dirigersi in Samarìa per imporre le mani ai discepoli di Filippo, affinché potessero ricevere lo Spirito Santo (Cfr. At 8,17) e dunque quella forza che sola può rendere capace l’uomo di “dare il grande annunzio” e di “farlo giungere ai confini del mondo”, come ci invita Isaia, nell’antifona d’ingresso (Cfr. Is 48,20).
Le parole del profeta ci introducono, però, ad un altro elemento essenziale perché l’esistenza di un uomo possa essere riconosciuta come “vita cristiana”. L’Apostolo Pietro lo indica quando afferma che dobbiamo essere «pronti sempre a rispondere a chiunque domandi ragione della speranza» che è in noi (1Pt 3,15) «con dolcezza e rispetto» (1Pt 3,16).
L’uso di termini come “bisogna” e “dovere”, usati fino a questo momento, necessita a questo punto di una spiegazione: il cristianesimo non è l’applicazione di una morale del dovere! Il cristianesimo è, piuttosto, la comunione di coloro che sono innamorati di Cristo: è rimanendo nel suo amore, “osservando i suoi comandamenti” (Cfr. Gv 14,21) che il credente si

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MEDJUGORJE_CROAZIA

 
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Adorazione Eucaristica

 

SS. Sacramento

Tutti i Giovedì

Chiesa Santa Maria delle Grazie

ore 16.00 - 19.00

Adorazione Eucaristica

Un momento privilegiato per riscoprire il valore della preghiera

e per vivere istanti di comunione davanti a Gesù Eucarestia

S.Messa

Lectio Divina
 
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Santa Teresa d’Avila

Santa Teresa d'Avila Nata nel 1515, fu donna di eccezionali talenti di mente e di cuore. Fuggita da casa, entrò a vent’anni nel Carmelo di Avila, in Spagna. Faticò prima di arrivare a quella che lei chiama la sua «conversione», a 39 anni. L’incontro con alcuni direttori spirituali la lanciò a grandi passi verso la perfezione. Nel Carmelo concepì e attuò la riforma che prese il suo nome. Unì alla più alta contemplazione un’intensa attività come riformatrice dell’Ordine carmelitano. Dopo il monastero di San Giuseppe in Avila, con l’autorizzazione del generale dell’Ordine si dedicò ad altre fondazioni ed estese la riforma anche al ramo maschile. Fedele alla Chiesa, nello spirito del Concilio di Trento, contribuì al rinnovamento dell’intera comunità ecclesiale. Morì a Alba de Tormes (Salamanca) nel 1582. Beatificata nel 1614, venne canonizzata nel 1622. Paolo VI, nel 1970, la proclamò Dottore della Chiesa

Santa Teresa d’Avila e il Castello Interiore Nel Libro Teresa descrive il percorso verso la preghiera, percorso fatto di fatiche ma anche segnato dalla gioia e dalla consolazione ,la strada del cammino per entrare al centro di noi stessi. L’anima comincia il suo percorso e passa attraverso “le sette dimore” o le sette stanze.
Nel Castello interiore Teresa delinea il celebre itinerario dell’anima nelle sue sette dimore interiori, alla ricerca dell’unione perfetta con Dio, che abita nel profondo di noi stessi. Grado per grado, spinta dall’amore e dal desiderio di verità e libertà, la coscienza si purifica, trova consolazione, giunge alla pace e alla gioia perfetta.

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