Parrocchia di Terme Vigliatore

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Parrocchia Santa Maria delle Grazie di Terme Vigliatore
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Orario  delle SS. Messe

orarimesse


FESTIVI

ore 10.00 S. Maria delle Grazie

ore 19.00 Chiesa dei Benedettini


ore 20.15 S. Maria delle Grazie

FERIALI

ore 19.00  Chiesa dei Benedettini


SABATO

ore 09.00 Cappella SS.Crocifisso (cimitero)


ore 19.00  Chiesa dei Benedettini


 

 

 
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Lectio Divina 

Domenica 24 luglio 2016 - Tratto dal sito  dell'Ordine dei Carmelitani

La preghiera del Maestro la preghiera dei discepoli
Luca 11, 1-13

1. Orazione iniziale

Padre di ogni misericordia,
nel Nome di Cristo tuo Figlio, ti chiediamo,
mandaci il Dono,
infondi in noi lo Spirito!

Spirito Paraclito,
insegnaci a pregare nella verità
rimanendo nel nuovo Tempio
che è il Cristo.

Spirito fedele al Padre e a noi,
come la colomba al suo nido,
invoca in noi incessantemente al Padre,
perché non sappiamo pregare.

Spirito di Cristo,
primo dono a noi credenti,
prega in noi senza stancarti il Padre,
come ci ha insegnato il Figlio. Amen.

2. Lettura

a) Il contesto liturgico:

La Liturgia della Parola di questa domenica è centrata sul tema della preghiera. Di lode o d’intercessione o di contemplazione che sia, la preghiera semplice e fiduciosa dell’uomo è sempre preziosa agli occhi di Dio che, da buon padre, ascolta volentieri le richieste dei figli, anche se già ne conosce il contenuto.
Come si vede nella prima lettura (Gn 18, 20-21. 23-32), Egli è ben disposto verso l’uomo che lo prega, al punto che accetta di cambiare le proprie decisioni, quando Abramo lo prega per Sodoma e Gomorra. È un Dio che accetta di mercanteggiare con l’amato patriarca, in un “tira e molla” che ne mostra la misericordia e che rivela quanto sia vero che l’intercessione dell’uomo è preziosa ai suoi occhi, soprattutto se quest’uomo ha riempito i propri occhi e il proprio cuore nella contemplazione della sua Presenza, come Abramo aveva fatto nell’accogliere i tre viandanti alle querce di Mamre.
Il tema della misericordia di Dio ritorna nella seconda lettura (Col2, 12-14) : siamo viventi, viviamo della vera vita, quella dei con-risorti con Cristo, solo perché Dio ha avuto misericordia di noi e non ha tenuto conto dei nostri peccati, badando a nient’altro che alla nostra salvezza. Perciò, ora viviamo “per Cristo, con Cristo, in Cristo” e possiamo rapportarci a Dio con piena fiducia di essere accolti e ascoltati non da un giudice ma da un Padre che si occupa con amore immenso del nostro bene.
In questa domenica, mentre forse assorti nel tentativo di distrarci dal tran tran quotidiano, la Parola di Dio ci fa fermare per esporci con calma e fiducia al sole di Dio, il Padre amorevole al quale, da figli nel Figlio, possiamo chiedere tutto ciò di cui abbiamo necessità con la sicurezza che ci darà il meglio di Sé: lo Spirito.

b) Il brano nel suo contesto:

Il vangelo s’incastona quasi all’inizio della “grande inclusione” di Luca (nella quale il terzo evangelista abbandona la traccia di Marco per seguire una fonte propria). Questa lunga sezione caratteristica del vangelo di Luca (9, 51 – 19, 44) è caratterizzata da un incessante viaggiare di Gesù verso Gerusalemme, a volte con un itinerario impossibile da seguire su una cartina geografica, seguendo un percorso comunque lunghissimo e farraginoso che sembra non raggiungere la meta. Si tratta di un viaggiare di grande valore teologico, con un orientamento preciso: Gesù è “il profeta itinerante che dirige la sua attenzione verso la Città santa dove lo chiama la volontà divina” (G. Rossé). Infatti la sezione comincia con un’espressione famosa: “Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, si diresse decisamente verso Gerusalemme” (Lc 9, 51).
Durante questo viaggio, Gesù si dedica soprattutto all’insegnamento, comportandosi davvero come Dio che “visita” gli uomini (cfr Lc 1, 78; 7, 16) e, in vista della propria morte ormai imminente, lasciando quasi un testamento ai suoi discepoli, per guidarne l’esistenza nel mondo fino al proprio ritorno definitivo. Così, nelle pagine immediatamente precedenti il nostro vangelo, troviamo due dei tre annunci della passione, il famoso “inno di lode al Padre” che si rivela ai piccoli, la parabola del “buon samaritano” e anche l’episodio dell’ospitalità di Marta e Maria, nel quale Gesù propone come modello di discepolato una donna, Maria, capace di “scegliere la parte migliore” e concentrare tutta la propria persona su di Lui. Subito dopo quest’episodio si trova il nostro brano evangelico.

c) Il testo:

1 Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». 2 Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; 3 dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, 4 e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore, e non ci indurre in tentazione».
5 Poi aggiunse: «Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico, prestami tre pani, 6 perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli davanti; 7 e se quegli dall'interno gli risponde: Non m'importunare, la porta è già chiusa e i miei bambini sono a letto con me, non posso alzarmi per darteli; 8 vi dico che, se anche non si alzerà a darglieli per amicizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono almeno per la sua insistenza.
9 Ebbene io vi dico: Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 10 Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. 11 Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? 12 O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? 13 Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!».

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XVIIa Domenica del Tempo Ordinario

Qual è l’azione più importante di ogni buon samaritano? Far riconoscere il volto di Dio Padre dietro ad ogni gesto d’amore. Il silenzio di Maria, che muore a se stessa per essere totalmente disponibile all’insegnamento di Gesù, è il silenzio dei figli che possono  dire “Abbà Padre”.
Il Signore Gesù insegna ai suoi discepoli la preghiera. Un dialogo diretto con il Padre e noi, suoi figli. Pregare il Padre, ci apre alla duplice consapevolezza di essere figli e fratelli, ossia di essere i destinatari di un amore che ci precede sempre e, allo stesso tempo, di non esserne i beneficiari esclusivi, perché la figliolanza implica la fraternità. La preghiera non può essere vera senza il “tu” di Dio, come non può essere vera senza il “noi” della comunione.
Poter dire a Dio “Padre”, è il grande dono di Gesù. Siamo figli nel Figlio. Lo Spirito che ci è stato dato grida in noi: “Abbà Padre”. Ogni volta che recitiamo questa preghiera, ricordiamo a noi stessi la nostra vocazione, da dove veniamo e verso dove siamo diretti. Non siamo figli del caos, del nulla, non siamo destinati a vagare per sempre senza meta, veniamo dal Padre e a Lui torniamo.
Poter dire a Dio “Padre”, ci svela la menzogna del serpente, fa saltare la cattedra del nemico che vuole insegnarci la sua melensa dottrina, nella quale Dio viene presentato come invidioso dell'uomo. Per Satana, Dio sarebbe un giudice severo, indifferente verso ciò che ci  affligge, addirittura la causa stessa del male. Il Padre, secondo ciò che suggerisce il nemico, non ascolta, non interviene. La preghiera che Cristo ci ha insegnato, invece, svela che Dio è il Padre della misericordia, il suo sorriso paterno è sempre pronto ad accoglierci quando pentiti ritorniamo a Lui. La vita non è altro che ricerca e desiderio di verità, di bellezza, ricerchiamo e desideriamo il Padre che ci ha disegnati sul palmo della sua mano.
Dio non è invidioso, ma desideroso della nostra felicità, non è un giudice inflessibile ma giusto nella sua misericordia, non è indifferente ma

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Adorazione Eucaristica

 

SS. Sacramento

Tutti i Giovedì

Chiesa Santa Maria delle Grazie

ore 16.00 - 19.00

Adorazione Eucaristica

Un momento privilegiato per riscoprire il valore della preghiera

e per vivere istanti di comunione davanti a Gesù Eucarestia

S.Messa

Lectio Divina
 
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Santa Teresa d’Avila

Santa Teresa d'Avila Nata nel 1515, fu donna di eccezionali talenti di mente e di cuore. Fuggita da casa, entrò a vent’anni nel Carmelo di Avila, in Spagna. Faticò prima di arrivare a quella che lei chiama la sua «conversione», a 39 anni. L’incontro con alcuni direttori spirituali la lanciò a grandi passi verso la perfezione. Nel Carmelo concepì e attuò la riforma che prese il suo nome. Unì alla più alta contemplazione un’intensa attività come riformatrice dell’Ordine carmelitano. Dopo il monastero di San Giuseppe in Avila, con l’autorizzazione del generale dell’Ordine si dedicò ad altre fondazioni ed estese la riforma anche al ramo maschile. Fedele alla Chiesa, nello spirito del Concilio di Trento, contribuì al rinnovamento dell’intera comunità ecclesiale. Morì a Alba de Tormes (Salamanca) nel 1582. Beatificata nel 1614, venne canonizzata nel 1622. Paolo VI, nel 1970, la proclamò Dottore della Chiesa

Santa Teresa d’Avila e il Castello Interiore Nel Libro Teresa descrive il percorso verso la preghiera, percorso fatto di fatiche ma anche segnato dalla gioia e dalla consolazione ,la strada del cammino per entrare al centro di noi stessi. L’anima comincia il suo percorso e passa attraverso “le sette dimore” o le sette stanze.
Nel Castello interiore Teresa delinea il celebre itinerario dell’anima nelle sue sette dimore interiori, alla ricerca dell’unione perfetta con Dio, che abita nel profondo di noi stessi. Grado per grado, spinta dall’amore e dal desiderio di verità e libertà, la coscienza si purifica, trova consolazione, giunge alla pace e alla gioia perfetta.

Scarica il testo "Il Castello Interiore" Scarica le schede  Scheda 1 - Scheda 2 - Scheda 3.

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Via Crucis

Via Crucis

ore 16.00 Nei quartieri verso la Chiesa S.Maria delle Grazie

dove all'arrivo verra celebrata la Santa Messa

 

ore 16.00 Via Crucis Chiesa S.Maria delle Grazie

 

 

 
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Novena dell'Immacolata

Dal 29 Novembre al 7 Dicembre  presso la chiesa dei Benedettini  a partire dalle ore 17,00

Immacolata Concezione

 

  • Rosario
  • Novena
  • S.Messa
Madre beata, Vergine santa, gloriosa Regina del mondo: a noi, che celebriamo la festa della tua Immacolata Concezione, dona la gioia della tua Protezione.
VERGINE PURISSIMA            Prega per noi
VERGINE DA PREDICARE    Prega per noi
MADRE AMMIRABILE             Prega per noi
CASA D’ORO                             Prega per noi
MADRE AMABILE                     Prega per noi
ROSA MISTICA                         Prega per noi
VERGINE VENERABILE         Prega per noi
SANTA MARIA                           Prega per noi

 

clicca per scaricare Novena alla Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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