Parrocchia di Terme Vigliatore

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Parrocchia Santa Maria delle Grazie di Terme Vigliatore
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Orario  delle SS. Messe

orarimesse


FESTIVI

ore 10.00 S. Maria delle Grazie

ore 11.30 S. Maria delle Grazie

ore 17.30 Chiesa dei Benedettini


ore 19.00 S. Maria delle Grazie

FERIALI

ore 17.30  Chiesa dei Benedettini


SABATO

ore 09.00 Cappella SS.Crocifisso (cimitero)


ore 17.30  Chiesa dei Benedettini


 
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Lectio Divina 

Domenica 12 marzo 2017 - Tratto dal sito  dell'Ordine dei Carmelitani

La trasfigurazione di Gesù
Matteo 17, 1-9

1. LECTIO

a) Orazione iniziale:

O Dio che nella gloriosa Trasfigurazione del Cristo Signore, hai confermato i misteri della fede con la testimonianza della legge e dei profeti e hai mirabilmente preannunziato la nostra definitiva adozione a tuoi figli, fa che ascoltiamo la parola del tuo amatissimo Figlio per divenire coeredi della sua vita immortale.

b) Lettura del Vangelo:

1Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 2E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce.3Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 4Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». 5Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo». 6All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: «Alzatevi e non temete». 8Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo. 9E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».

c) Momenti di silenzio:

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

 

2. MEDITATIO

a) Chiave di lettura:

Il vangelo secondo Matteo insiste sulla venuta del regno dei cieli. Perciò quello di Matteo è il vangelo della Chiesa, cioè del popolo di Dio guidato dal suo capo e maestro Gesù il Cristo. Il testo che racconta l’evento della trasfigurazione fa parte di una sezione del vangelo nella quale, l’evangelista sviluppa il tema dell’inizio della venuta del regno in un gruppo di discepoli che a poco a poco costituirà il corpo della Chiesa. Il racconto della trasfigurazione lo troviamo in tutti i sinottici (Mc 9, 2-8; Lc 9, 28-36), e troviamo anche un riferimento a questo evento nella seconda lettera di Pietro (2Pt 1, 16-18). Il testo di Matteo (17, 1-9) però presenta alcune diversità. Il racconto si trova subito dopo il primo annunzio della passione e l’enunciazione delle condizioni necessarie nel sequela christi e anche l’evento della glorificazione del Figlio dell’uomo nella gloria del Padre (Mt 16, 21-28). Prima della glorificazione, Gesù deve andare a Gerusalemme per il compimento del mistero pasquale, cioè: passione, morte e risurrezione (Mt 16, 21). Coloro che desiderano e vogliono seguire Gesù devono rinnegare se stessi prendendo anche loro la croce per poi seguire il maestro (Mt 16, 24). Solo cosi si potrà partecipare alla sua gloria: «chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà» (Mt 16, 25). Coloro che non accettano l’evento della croce nella vita di Cristo e allora nel programma del sequela, sono considerati da Gesù «satana», perché non pensano «secondo Dio, ma secondo gli uomini» (Mt 16, 23). L’espressione che Gesù rivolge a Pietro: «lungi da me satana!» (Mt 16, 23) ci ricorda una simile espressione usata da Gesù nella parabola del giudizio finale «quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria» (Mt 25, 31-46): «Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli» (Mt 25, 41). Questa maledizione è rivolta a coloro che non riconoscono il Signore e perciò non fanno parte del suo regno.

Segue poi il racconto della trasfigurazione (Mt 17, 1-9) con la domanda sulla venuta di Elia e la guarigione dell’epilettico indemoniato (Mt 17, 10-21). Dopo questi eventi Gesù per la seconda volta annuncia la

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II Domenica di Quaresima

«è bello per noi essere qui»! Ringraziamo di cuore la Chiesa che, in questa seconda domenica di Quaresima, ci permette di stare davanti al Mistero della Trasfigurazione e di fare nostre le parole, cariche di stupore e di tenerezza, con cui l’Apostolo Pietro accoglie la luce di Cristo.
Quello della Trasfigurazione è un Mistero ricchissimo, meditando il quale, i cristiani ti tutti i tempi hanno ricevuto grazie sempre nuove. La Chiesa, inoltre, propone questo brano evangelico in due momenti distinti dell’anno liturgico: durante la seconda Domenica di Quaresima e nella Solennità della Trasfigurazione, il 6 di agosto, nel cuore dell’estate, come a dire che la luminosità del creato è il segno di quella Luce sempre nuova che, dal Mistero pasquale, si irradia vittoriosa.
Così, in questo tempo di Quaresima, entrano un po’ della luce e della gioia estive, che, senza risparmiarci nulla della lotta contro il peccato e la tentazione, ci dicono come questa lotta vada vissuta con quella gioia che nasce dalla certezza di trovarsi sulla strada giusta, sulla strada che, seguita fedelmente, nella preghiera e nella radicalità, conduce a Pasqua.
Il Signore Gesù, che conosce più di chiunque altro il cuore dell’uomo, ha voluto così preservare i tre discepoli – e in loro tutti noi – dallo “scandalo” della Croce. La Trasfigurazione, infatti, è una vera Teofania, manifestazione della Divinità di Cristo. Cristo, come lasciando scaturire dal proprio intimo appena un raggio della Sua Divinità, ha mostrato ai Suoi discepoli chi Egli sia davvero e da dove scaturiscano la verità del Suo insegnamento e la potenza dei Suoi gesti: «Questi è il Figlio Mio, l’Amato: ascoltateLo!» (Mc 9,7).
Alla manifestazione della Divinità di Cristo corrisponde la manifestazione di Dio Padre. Siamo gettati, così, per un istante, dentro il Mistero della Santissima ed indivisa Trinità: la voce del Padre indica il Suo Figlio Unigenito, l’Amato, in quell’Uomo, che era nato da Maria in povertà, che era vissuto nel nascondimento per trent’anni lavorando come falegname, che condivideva la propria vita con i pescatori della Galilea, che, mentre guariva e saziava le folle con la Sua parola e con la moltiplicazione dei pani, era anche soggetto al sonno, alla fame e alla fatica come tutti. La Trasfigurazione indica così come l’eterno Dialogo d’Amore tra

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Venerdì di Quaresima

Via Crucis

Via Crucis

Chiesa S.Maria delle Grazie

Ore 15.30 recita del Rosario
Ore 16.00 Via Crucis
A seguire celebrazione della S. messa

 

 

 
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Adorazione Eucaristica

 

SS. Sacramento

Tutti i Giovedì

Chiesa Santa Maria delle Grazie

ore 16.00 - 19.00

Adorazione Eucaristica

Un momento privilegiato per riscoprire il valore della preghiera

e per vivere istanti di comunione davanti a Gesù Eucarestia

S.Messa

Lectio Divina
 
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Santa Teresa d’Avila

Santa Teresa d'Avila Nata nel 1515, fu donna di eccezionali talenti di mente e di cuore. Fuggita da casa, entrò a vent’anni nel Carmelo di Avila, in Spagna. Faticò prima di arrivare a quella che lei chiama la sua «conversione», a 39 anni. L’incontro con alcuni direttori spirituali la lanciò a grandi passi verso la perfezione. Nel Carmelo concepì e attuò la riforma che prese il suo nome. Unì alla più alta contemplazione un’intensa attività come riformatrice dell’Ordine carmelitano. Dopo il monastero di San Giuseppe in Avila, con l’autorizzazione del generale dell’Ordine si dedicò ad altre fondazioni ed estese la riforma anche al ramo maschile. Fedele alla Chiesa, nello spirito del Concilio di Trento, contribuì al rinnovamento dell’intera comunità ecclesiale. Morì a Alba de Tormes (Salamanca) nel 1582. Beatificata nel 1614, venne canonizzata nel 1622. Paolo VI, nel 1970, la proclamò Dottore della Chiesa

Santa Teresa d’Avila e il Castello Interiore Nel Libro Teresa descrive il percorso verso la preghiera, percorso fatto di fatiche ma anche segnato dalla gioia e dalla consolazione ,la strada del cammino per entrare al centro di noi stessi. L’anima comincia il suo percorso e passa attraverso “le sette dimore” o le sette stanze.
Nel Castello interiore Teresa delinea il celebre itinerario dell’anima nelle sue sette dimore interiori, alla ricerca dell’unione perfetta con Dio, che abita nel profondo di noi stessi. Grado per grado, spinta dall’amore e dal desiderio di verità e libertà, la coscienza si purifica, trova consolazione, giunge alla pace e alla gioia perfetta.

Scarica il testo "Il Castello Interiore" Scarica le schede  Scheda 1 - Scheda 2 - Scheda 3.

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Risultati Lotteria Festa Patronale 2016

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Biglietto Lotteria 2016

 

1° premio  estratto n° 5475

2° premio estratto n° 5557

3° premio estratto n° 0915

4° premio estratto n° 3848

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