Parrocchia di Terme Vigliatore

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Parrocchia Santa Maria delle Grazie di Terme Vigliatore
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Adorazione Eucaristica nei quartieri

 

SS. Sacramento

Tutti i Giovedì del mese di Giugno


ore 18.00 S.Messa segue esposizione

e Adorazione Eucaristica

ore 19.00 Solenne Benedizione Eucaristica

Calendario:

04 giugno Mollerino

11 Giugno Campo Sportivo in fondo Via Matteotti

18 Giugno Via Maceo 137 bis  - Condominio

25 giugno Viale delle terme presso Istituto Igiene mentale

 
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Orario  delle SS. Messe

orarimesse


FESTIVI

ore 10.00 S. Maria delle Grazie

ore 11.30 S. Maria delle Grazie

ore 17.30 Chiesa dei Benedettini


ore 19.00 S. Maria delle Grazie

FERIALI

ore 19.00  Chiesa dei Benedettini


SABATO

ore 09.30 Cappella SS.Crocifisso (cimitero)


ore 17.30  Chiesa dei Benedettini


 

 

 

 

 

 

 

 
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Lectio Divina 

Domenica 05 luglio 2015 - Tratto dal sito  dell'Ordine dei Carmelitani

 

A Nazaret, dove non c’era fede,  Gesù non poté compiere miracoli!
La missione di tutti: ricreare la Comunità
Marco 6,1-6

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.
Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura

a) Chiave di lettura:

In questa 14ª Domenica del Tempo Ordinario, la Chiesa ci pone dinanzi il rifiuto di Gesù da parte della gente di Nazaret. Il passaggio per Nazaret fu doloroso per Gesù. Quella che prima era la sua comunità, ora non lo è più. Qualcosa è cambiato. Coloro che prima lo accoglievano, ora lo rifiutano. Come vedremo dopo, questa esperienza di rifiuto portò Gesù a dare un passo ed a cambiare la sua pratica.
Da quando hai iniziato a partecipare in comunità, è cambiato qualcosa nel tuo rapporto con la famiglia o con gli amici? La partecipazione nella comunità ti ha aiutato ad accogliere e ad aver più fiducia nelle persone, sopratutto nelle persone più semplici e povere?

b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:

Marco 6,1: L’arrivo di Gesù a Nazaret, sua comunità di origine
Marco 6,2-3: La reazione della gente di Nazaret dinanzi a Gesù
Marco 6,4: Il modo in cui Gesù accoglie la critica
Marco 6,5-6: La mancanza di fede impedisce di compiere il miracolo

c) Il testo:

1Partito quindi di là, andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono. 2Venuto il sabato, incominciò ad insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? 3Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui. 4Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». 5E non vi poté operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. 6E si meravigliava della loro incredulità.

3. Momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nella orazione.

a) Qual’è il punto di questo testo che più ti è piaciuto o che ti ha maggiormente colpito? Perché?
b) Qual’è l’atteggiamento di Nazaret dinanzi a Gesù? Perché non credono in lui?
c) A causa della mancanza di fede della gente, Gesù non può compiere molti miracoli a Nazaret. Perché la fede è così importante? Sarà che Gesù non può compiere miracoli senza la fede delle persone?
d) Quali sono i punti che devono caratterizzare la missione dei discepoli?
e) Qual’e il punto della missione degli apostoli che oggi riveste per noi maggiore importanza? Perché?

5. Per coloro che desiderano approfondire maggiormente il tema

a) Contesto di ieri e di oggi:

i) Lungo le pagine del suo Vangelo, Marco indica che la presenza e l’azione di Gesù costituiscono una fonte crescente di gioia per alcuni e un motivo di rifiuto per altri. Cresce il conflitto, appare il mistero di Dio che avvolge la persona di Gesù. Con il capitolo 6, nella narrazione ci troviamo dinanzi ad una curva. La gente di Nazaret si chiude davanti a Gesù (Mc 6,1-6). E Gesù, davanti alla chiusura della gente della sua comunità, si apre a gente di altre comunità. Si dirige verso la gente della Galilea e manda i suoi discepoli in missione, insegnando come deve essere il rapporto con le persone, in modo che sia vero rapporto comunitario, che non esclude come avviene tra la gente di Nazaret (Mc 6,7-13).

ii) Quando Marco scrive il suo Vangelo, le comunità cristiane vivevano in una situazione difficile, senza orizzonti. Umanamente parlando non c’era futuro per loro. La descrizione del conflitto che Gesù vive a Nazaret e dell’invio dei discepoli, che allarga la missione, le rende

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XI Domenica del Tempo Ordinario

Gesù parla del Regno in parabole. Il Regno, infatti, è la realtà della venuta di Dio in mezzo agli uomini e nella storia, il Suo avvicinarsi a noi, il Suo compatire e condividere la nostra umanità, la Sua azione di salvezza per noi. In definitiva, quindi, il Regno è Gesù stesso, rivelazione del Padre e segno del Suo amore per le creature. Una realtà troppo grande rispetto alle umane comprensioni, una notizia che si avvera nella storia presente e che richiede un’apertura del cuore e una conversione della mente. Per questo, non si può certo spiegare, ma se ne può parlare solo attraverso immagini e paragoni, dunque parabole.
La Liturgia della Parola di questa domenica ci propone l’immagine del seme. E’ una delle più usate nella Scrittura e, certamente, una delle più efficaci. Il seme è piccolo ma cresce fino a dare frutti abbondanti; è seminato da qualcuno che lo pone nel terreno, ma il suo sviluppo è legato al terreno stesso; rappresentando la logica evangelica a cui ci invita Gesù, il seme per portare frutto deve prima morire nella terra.
La parola chiave che unisce le due parabole proposte dall’evangelista Marco è “crescita”. Infatti, il regno è come un uomo che getta il seme nel terreno, e il contadino – che dorma o vegli e senza sapere come – potrà vedere che “il seme germoglia e cresce”; oppure, continua Gesù, il regno è il più piccolo di tutti i semi, ma quando cresce, “diventa più grande di tutte le piante dell’orto” e fa rami grandi tanto da diventare ombra per gli uccelli. Gesù ci annuncia la dinamica del Regno di Dio che viene nella storia, cioè “come” Dio regna nella nostra vita. Egli non viene per schiacciarci o imporci dei pesi ma, al contrario, come un seme destinato a crescere dentro di noi, una realtà che ci trasforma dal di dentro, un amore che discende nel terreno della nostra vita e che, lentamente e senza rumore, germoglia, porta frutti e ci fa diventare alberi rigogliosi.
Certamente Gesù riprende queste immagini, oltre che dallo scenario paesaggistico in cui vive e dalla vita dei contadini del suo tempo, dalla tradizione biblica di Israele; nella prima Lettura di questa domenica, infatti, ci è proposta l’immagine usata dal profeta Ezechiele mentre il popolo è ancora sotto l’esilio di Babilonia. Dio annuncia – per bocca del profeta – che staccherà un ramoscello, un virgulto, dalla cima del cedro, e lo trapianterà in un altro terreno; crescerà, sarà rigoglioso e tutti gli altri uccelli verranno sotto di lui. L’immagine vuole dare speranza al popolo di Israele: Dio lo pianterà in un altro terreno, in esso farà crescere il virgulto nuovo che

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25 anni di sacerdozio di Padre Salvatore Catalfamo

Mercoledì 25 Giugno alle ore 19.00 nella Chiesa Santa Maria delle Grazie ringraziamo Dio per i 25 anni di sacerdozio del nostro reverendo  parrocco Salvatore Catalfamo

 
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