Parrocchia di Terme Vigliatore

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Parrocchia Santa Maria delle Grazie di Terme Vigliatore
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Orario  delle SS. Messe

orarimesse


FESTIVI

ore 10.00 S. Maria delle Grazie

ore 11.30 S. Maria delle Grazie

ore 17.30 Chiesa dei Benedettini


ore 19.00 S. Maria delle Grazie

FERIALI

ore 17.30  Chiesa dei Benedettini


SABATO

ore 09.30 Cappella SS.Crocifisso (cimitero)


ore 17.30  Chiesa dei Benedettini


 

 

 

 

 

 
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Lectio Divina 

Domenica 7 Febbraio 2016 - Tratto dal sito  dell'Ordine dei Carmelitani

La fede nella parola di Gesù e la pesca miracolosa - La chiamata dei primi discepoli
Luca 5, 1-11

1. Orazione iniziale

Padre mio, ora la tua Parola è qui! Si è levata come sole dopo una notte buia, vuota e solitaria: quando manca lei, è sempre così, lo so. Dal mare, ti prego, soffi il dolce vento dello Spirito Santo e mi raccolga, mi accompagni a Cristo, tua Parola vivente: Lui voglio ascoltare. Non mi scosterò da questa spiaggia, dove Li ammaestra e parla, ma rimarrò qui, finché non mi avrà preso con sé; allora lo seguirò e andrò con Lui, dove mi condurrà.

2. Lettura

a) Per inserire il brano nel suo contesto:

Questo racconto, ricco di grande intensità teologica, si pone come nel centro di un percorso di fede e di incontro con il Signore Gesù, che ci conduce dalla sordità alla capacità piena di ascolto, dalla malattia più paralizzante alla guarigione salvifica, che ci rende capaci di aiutare i fratelli a rinascere con noi. Gesù ha inaugurato la sua predicazione nella sinagoga di Nazareth, rendendo finalmente leggibili e luminose le lettere del rotolo della Torah (4, 16 ss.), ha sconfitto il peccato (4, 31-37) e la malattia (4, 38-41), allontanandoli dal cuore dell’uomo e ha annunciato quella forza misteriosa che l’ha inviato a noi e per la quale egli deve muoversi, correre come gigante, che raggiunge ogni angolo della terra. È qui, a questo punto, che avviene la risposta e inizia la sequela, l’obbedienza della fede; è qui che nasce già la Chiesa e il popolo nuovo, capace di ascoltare e dire di sì.

b) Per aiutare nella lettura del brano:

vv. 1-3: Gesù è sulla riva del mare di Genesareth e davanti a lui sta una grande folla, desiderosa di ascoltare la Parola di Dio. Egli sale su una barca e si scosta da terra; come un maestro e come un prode, lui siede sulle acque e le domina e di lì offre la sua salvezza, che nasce dalla Parola, ascoltata e accolta.

vv. 4-6
: Gesù invita alla pesca e Pietro si fida, crede alla Parola del maestro. Per fede prende il largo e getta le sue reti; per questa stesa fede la pesca è sovrabbondante, è miracolosa.

v.7
: L’incontro con Gesù non è mai chiuso, ma spinge sempre alla comunicazione, alla condivisione: il dono, infatti, è troppo grande e incontenibile per uno solo. Pietro chiama i compagni dell’altra barca e il dono raddoppia, continuamente cresce.

vv. 8-11
: Davanti a Gesù Pietro si inginocchia, adora e riconosce il suo peccato, la sua incapacità, ma Lui lo chiama, con quello stesso tuono che ha sconvolto le acque di tanti mari, lungo tutta la Scrittura: “Non temere!”. Dio si rivela e si fa compagno dell’uomo. Pietro accetta la missione di trarre fuori gli uomini, suoi fratelli, dal mare del mondo e del peccato, così come è stato tratto fuori lui; lascia la barca, le reti, i pesci e segue Gesù, insieme ai suoi compagni.

c) Il testo:

1Un giorno, mentre, levato in piedi, stava presso il lago di Genèsaret 2 e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. 3 Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca.4 Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e calate le reti per la pesca». 5 Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». 6 E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano. 7 Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano. 8 Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me che sono un peccatore». 9 Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto; 10 così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini». 11 Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

3. Un momento di silenzio orante

Ascolto e riascolto la voce e le parole di Gesù, la voce del mare e della sabbia lungo la riva. Gesù è seduto e no ha fretta. Raccolgo ogni verbo che Lui mi dice e getto anch’io la mia rete, nel mare di questo spazio di silenzio e solitudine che mi è concesso di vivere con Lui. Mi allontano un po’ da terra, prendo il largo e, fidandomi del Signore, lancio la rete fino alle profondità e così aspetto…

4. Alcune domande

Che mi aprano ancora di più all’ascolto del mio maestro e all’accoglienza del suo insegnamento nel mio cuore. La Parola del Signore è una spada, che in questo momento si trasforma in ago, per cucire e intessere la rete della mia vita. Io rimango fermo e lascio che Lui compia la sua opera in me, opera di bellezza e di felicità.

a) “Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca”. Gesù scende, si siede, prende dimora in mezzo a noi, si abbassa fino a toccare la nostra terra e da questa piccolezza ci offre il suo insegnamento, la sua Parola di salvezza. Anche Matteo fissa la stessa azione di Gesù all’inizio del suo ministero: “…salì sulla montagna e messosi a sedere” (Mt 5, 1); lo stesso fa Marco: “…là restò seduto” (Mc 4, 3) e anche

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Va Domenica del Tempo Ordinario – C

 

 

Dopo averci mostrato come, davanti a Cristo, davanti all’eccezionalità di Cristo, l’animo umano possa difendersi al punto tale da cacciarlo via, riducendo la realtà che ha di fronte, la santa Chiesa ci introduce, oggi, dentro quell’esperienza di familiarità con Gesù, che è all’origine della chiamata dei primi discepoli, della loro fede e della loro vita.

La pagina evangelica che abbiamo ascoltata, tratta dal Vangelo secondo Luca, inizia mostrandoci la “concretezza” con cui il popolo si rapportava con Cristo: «Mentre la gente gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio…» (Lc 5,1). La gente “gli faceva ressa attorno”, cioè lo intravedeva, lo seguiva, gli si avvicinava per ascoltarlo, al punto che il Signore rischia di essere schiacciato e, con la sua straordinaria prontezza, con quel mirabile senso pratico che ogni suo gesto rivela, salta su una barca ormeggiata a riva e domanda a Simon Pietro  di scostarsi un po’ da riva, così ch’egli possa parlare alla gente.

Che Mistero! La Parola di Dio, l’eterno Figlio del Padre, facendosi carne, ha assunto, ha “preso” tutta la nostra umanità e la vive fino in fondo, senza risparmiarsi nulla di ciò che è umano, compresa la fragilità propria della nostra natura: la Parola eterna, per mezzo della quale il Padre ha creato il mondo, ha bisogno di “alzare la voce” per farsi udire; ha bisogno di sottrarsi alla ressa della folla, di quella folla di persone che ama visceralmente, per evitare di rimanere “schiacciato”; di domandare a Simon Pietro ospitalità sulla sua barca. Agli occhi degli israeliti, Cristo appare, perciò, in tutto e per tutto, come un uomo, fatto di carne come ogni uomo, con un corpo soggetto alla fatica fisica, alla fame e alla sete, alle intemperie, come ogni altro uomo, eppure da quell’uomo non potevano stare lontani, da lui non potevano distogliere lo sguardo. Neanche la fame – quella fame che il Signore sazierà con la moltiplicazione dei pani e dei pesci (Gv 6,1ss.) – può distrarli da lui.

Inoltre, è commovente vedere come nulla, con Cristo, accada per caso: egli non sale su una barca tra le altre, ma sulla barca di Simone; questi aveva già incontrato il Signore, quando suo fratello Andrea, arrivando a casa trafelato, gli aveva detto: «Abbiamo trovato il Messia» (Gv 1,41); Simone aveva già trascorso del tempo con lui, tanto che, all’invito del Signore di riprendere il largo, in pieno giorno, il momento meno favorevole per la pesca – anche chi non è esperto di pesca lo sa –, all’invito di gettare nuovamente le reti dopo una notte infruttuosa, arriva già a poter esclamare: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma – aggiunge Simon Pietro – sulla tua parola getterò le reti» (Lc 5,5).

Che cosa poteva portare Simone ad un’affermazione apparentemente così illogica? Perché sembra illogico, dopo una notte

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Adorazione Eucaristica

 

SS. Sacramento

Tutti i Giovedì

Chiesa Santa Maria delle Grazie

ore 16.00 - 19.00

Adorazione Eucaristica

Un momento privilegiato per riscoprire il valore della preghiera

e per vivere istanti di comunione davanti a Gesù Eucarestia

S.Messa

Lectio Divina
 
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Novena dell'Immacolata

Dal 29 Novembre al 7 Dicembre  presso la chiesa dei Benedettini  a partire dalle ore 17,00

Immacolata Concezione

 

  • Rosario
  • Novena
  • S.Messa
Madre beata, Vergine santa, gloriosa Regina del mondo: a noi, che celebriamo la festa della tua Immacolata Concezione, dona la gioia della tua Protezione.
VERGINE PURISSIMA            Prega per noi
VERGINE DA PREDICARE    Prega per noi
MADRE AMMIRABILE             Prega per noi
CASA D’ORO                             Prega per noi
MADRE AMABILE                     Prega per noi
ROSA MISTICA                         Prega per noi
VERGINE VENERABILE         Prega per noi
SANTA MARIA                           Prega per noi

 

clicca per scaricare Novena alla Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Risultato Lotteria Festa Patronale 2015

1° Premio Biglietto n° 4195 vince un' Automobile Toyota Aygo 1.0 X-Col 5 porte

Concessionaria Leon Car Srl - Barcellona P.G.  IVA e immatricolazione a carico del vincitore


2° Premio  Biglietto n°5004 vince un Viaggio a  S. Giovanni Rotondo per due persone

 

Scarica il verbale dell'estrazione

 
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Santa Teresa d’Avila

Santa Teresa d'Avila Nata nel 1515, fu donna di eccezionali talenti di mente e di cuore. Fuggita da casa, entrò a vent’anni nel Carmelo di Avila, in Spagna. Faticò prima di arrivare a quella che lei chiama la sua «conversione», a 39 anni. L’incontro con alcuni direttori spirituali la lanciò a grandi passi verso la perfezione. Nel Carmelo concepì e attuò la riforma che prese il suo nome. Unì alla più alta contemplazione un’intensa attività come riformatrice dell’Ordine carmelitano. Dopo il monastero di San Giuseppe in Avila, con l’autorizzazione del generale dell’Ordine si dedicò ad altre fondazioni ed estese la riforma anche al ramo maschile. Fedele alla Chiesa, nello spirito del Concilio di Trento, contribuì al rinnovamento dell’intera comunità ecclesiale. Morì a Alba de Tormes (Salamanca) nel 1582. Beatificata nel 1614, venne canonizzata nel 1622. Paolo VI, nel 1970, la proclamò Dottore della Chiesa

Santa Teresa d’Avila e il Castello Interiore Nel Libro Teresa descrive il percorso verso la preghiera, percorso fatto di fatiche ma anche segnato dalla gioia e dalla consolazione ,la strada del cammino per entrare al centro di noi stessi. L’anima comincia il suo percorso e passa attraverso “le sette dimore” o le sette stanze.
Nel Castello interiore Teresa delinea il celebre itinerario dell’anima nelle sue sette dimore interiori, alla ricerca dell’unione perfetta con Dio, che abita nel profondo di noi stessi. Grado per grado, spinta dall’amore e dal desiderio di verità e libertà, la coscienza si purifica, trova consolazione, giunge alla pace e alla gioia perfetta.

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